Creato Venerdì, 22 Aprile 2011 08:13 Ultima modifica il Lunedì, 29 Agosto 2011 17:42 Scritto da pmi-dome Visite: 410
Il problema di fare in modo che eBay decollasse anche nell’economia emergente per eccellenza, la Cina, è stato sempre bloccato dal confine geografico imposto dagli ideogrammi. Pare che la situazione sia stata trovata, eBay semplificherà il processo di vendita dalla Cina al pubblico internazionale su internet attraverso l’uso degli “scaffali elettronici”.
I fatturato attivato negli scorsi anni per questo genere di scambio economico è stato pari a 4 miliardi di dollari. Tuttavia la concorrenza è agguerrita e in Cina la concorrenza corrisponde ad un processo di trasferimento tecnologico che sempre più spesso corrisponde alla copia della tecnologia.
Si tratta di un fenomeno non troppo recente. Qualche anno fa si ricorderà uno dei casi più eclatanti al riguardo che è stato subìto qualche anno fa dall’azienda Chupa Chups, una delle multinazionali dell’industria dolciaria che, trasferitasi in Cina per ridurre i costi di sviluppo della produzione, ha visto il suo business distrutto da un nuovo competitor che essa stessa aveva generato, involontariamente.
Come si dice “La storia si ripete” e questo aforisma non risparmia il Web: Groupon, la start up di Chicago che ha raggiunto il con il sistema di e-coupon, giunta in Cina, ha visto sorgere in pochi mesi un concorrente locale, Lashou.
Eppure si tratta di un mercato a cui difficilmente si può rinunciare. Si pensi che il numero di utenti di internet è in aumento esponenziale e le stime riportate da Businesweek darebbero il valore del mercato cinese a circa 76miliardi di dollari. E non finisce qui perché la società d'analisi eMarketer prevede che la pubblicità distribuita su cellulari, tablet e altri dispositivi mobili raggiungerà un giro d'affari da 500 milioni di dollari entro l'anno.
Ecco perché c’è chi ha deciso di investire in maniera corposa nel processo pubblicitario finanziando per un totale di 500milioni di dollari una vetrina su uno dei principali competitors di eBay il sito 360buy.com: si tratta del gruppo russo DST.
E questi siti che abbiamo citato, entrambi costellati di ideogrammi poco comprensibili a chi non sia esperto dell’idioma mandarino non è l’unico clone delle start up statunitensi. Una su tutte: RenRen equivalente del Facebook cinese con 117 milioni di utenti attivi e una piattaforma che ospita videogiochi e spazi di e-commerce, un fenomeno quasi sconosciuto in occidente ma che presto prevede di quotarsi alla Borsa di New York entro l'anno. Sono necessari altri esempi? Altro social network online, Kaixin001 è un atro esempio, e per sottolineare chi “cel’ha fatta”è il caso del motore di ricerca Baidu, che dopo le tensioni tra Google e Pechino non ha avuto difficoltà a trovare mercato, oppure la piattaforma di videosharing Youku che fa concorrenza al censurato You Tube.