Glossario: T
Ultimo aggiornamento Mercoledì 16 Settembre 2009 11:35 Scritto da Administrator Mercoledì 16 Settembre 2009 11:24
TAEG
Dal settembre 2002 anche per i mutui immobiliari è stato determinato il TAEG, Tasso annuo effettivo globale, che dovrebbe tenere conto dell’incremento percentuale “tutto compreso” di quanto deve essere rimborsato dal beneficiario del mutuo a chi lo ha erogato (dovrebbe quindi comprendere oltre agli interessi, ad es., le spese di istruttoria, quelle di esazione, ecc.).Il TAEG viene calcolato in ragione di anno rispetto alla durata del rapporto.Posto che per i tassi variabili il TAEG si modifica al modificarsi del tasso base, anche per i Tassi Fissi questo indicatore, teoricamente ottimo per stabilire quanto effettivamente si paga alla banca anche senza approfondire lo studio del piano di ammortamento, è sostanzialmente falso, o comunque molto impreciso, perché molte voci che sono sicuramente un costo (su tutte, la assicurazione sull’immobile e la perizia) non sono calcolate nel TAEG.
Tasso
Il tasso (anchesì detto “saggio”) di interesse rappresenta la misura dell’interesse su un prestito e l’importo della remunerazione spettante al prestatore. Viene espresso con una percentuale ed indica quanta parte della somma prestata debba essere corrisposta come interesse al termine di un determinato periodo e quindi, in pratica, indica il costo del denaro. Il debitore, infatti, ricevendo una somma di denaro, si impegna a pagare una somma superiore a quella ricevuta. La differenza costituisce l’interesse, che viene solitamente calcolato in percentuale sulla somma prestata. Tale percentuale costituisce il tasso di interesse. Il tasso d’interesse è variabile anche in funzione del rischio connesso alla solvibilità del debitore e della lunghezza del periodo di riferimento. Maggiore sarà il rischio d’insolvenza e maggiore sarà il tasso; maggiore sarà la lunghezza del periodo e minore sarà il tasso.
Tasso a Regime
Il tasso a regime è, in un mutuo a tasso variabile, la somma tra lo spread e il tasso base. Rappresenta il tasso effettivamente pagato dal cliente.
Tasso base o tasso di riferimento
Per tasso base (o di riferimento) si intende, nel tasso variabile, quel tasso (LIBOR, Euribor o altro) indicato in contratto a cui aggiungere lo spread per determinare il tasso a regime.
Tasso Bce
E’ il tasso di riferimento dell’area Euro e Misura il costo del denaro applicato dalla Banca Centrale Europea per le erogazioni alle banche.Dal 2009 è diventato obbligatorio per le banche prevedere nella loro offerta, accanto ai mutui variabili classici, indicizzati all’Euribor, anche quelli parametrati al tasso della BCE.
Tasso di ingresso
Il tasso di ingresso è, nel mutuo a tasso misto (o strutturato), il tasso di interesse generalmente vantaggioso, che viene applicato per le prime rate di finanziamento (in genere, per 2 anni).
Tasso fisso
Quando il mutuo è a “tasso fisso” l’interesse pagato dal cliente viene pattuito all’inizio del rapporto e viene mantenuto inalterato per tutta la durata del mutuo.L’alternativa a questo genere di pagamento sono il tasso variabile e il tasso misto (detto anche “strutturato”).
Tasso minimo (garantito)
Il tasso minimo (garantito) è, nel mutuo a tasso variabile, il tasso di interesse al di sotto del quale, nonostante ogni variazione del tasso base, il tasso a regime non potrà scendere.Tale tasso viene predeterminato per iscritto all’inizio del rapporto.
Tasso misto (o strutturato): mutuo con opzione
E’ di recente introduzione nella contrattazione bancaria il cosidetto tasso misto. Il tasso misto è qualcosa di intermedio tra il tasso fisso e quello variabile. L’offerta più comune stabilisce che per i primi due anni si pattuisce un tasso di ingresso relativamente basso (del resto all’inizio si pagano tutta una serie di spese – quali quelle di istruttoria, di perizia, di assicurazione) e poi, dopo due anni, appunto il cliente sceglie se “passare” a un tasso fisso o a un tasso variabile. In sostanza il cliente ha due anni per valutare l’impatto del mutuo sulle proprie tasche e l’andamento dei mercati per prendere una decisione.Viene detto anche mutuo con opzione, perché il mutuatario ha la possibilità (opzione) di scegliere tra il tasso fisso e quello variabile.
Tasso usurario
L’art. 644 del codice penale definisce il reato di usura, punendo con la reclusione chi, in sostanza, presta danaro o altre utilità approfittando dello stato di bisogno del percipiente, a tassi elevati.La L. 7.3.96 n. 108 ha precisato che in ogni caso si intende tasso usurario (e quindi eliminando il difficile problema della prova dello stato di bisogno, altrimenti necessario) quel tasso che supera una soglia che viene determinata trimestralmente dal Governo per 8 tipi diversi di operazioni finanziarie, tra cui il mutuo ipotecario per la casa.Se il tasso pattuito supera la soglia indicata trimestralmente (e calcolata aumentando del 50% il tasso medio che viene applicato generalmente dagli istituti bancari, per le otto operazioni oggetto del rilevamento) esso è definito “usurario” e la sanzione è la mancata applicazione di alcun tasso, cioè a dire che non solo non è dovuto il tasso usurario, ma nemmeno viene applicato alcun tasso sostitutivo inferiore.Si è quindi verificato il fatto che molti mutui ipotecari pattuiti a tasso fisso anni addietro si sono “ritrovati” ad essere usurari. Molte sentenze avevano direttamente applicato la L. 7.3.96 n. 108 disapplicando il tasso su tali mutui, anche se pattuiti prima della entrata in vigore della legge. Dato che la soluzione pareva incongrua, il Governo prima e il Parlamento poi (con D.L. 29.12.2000 come modificato all’atto della conversione in legge) hanno definitivamente stabilito che tutti i mutui ipotecari a tasso fisso precedenti alla L. 7.3.96 n. 108, se indicanti un tasso superiore, saranno automaticamente abbassati al 8% per i mutui inferiori a lire 150.000.000 per l’acquisto di case economiche o civili, e al 9.96% per importi superiori o mutui concessi ad imprese con decorrenza 1.1.01. Quindi chi avesse contratto un mutuo ipotecario prima del 1996 si ritroverà (ma è meglio contattare l’istituto mutuante) il tasso abbassato (e potrà chiedere il conguaglio per i mesi di gennaio e febbraio).La presente norma non sia applica ai tassi variabili (ma è quasi impossibile che essi siano usurari) né ai cd. mutui agevolati.Rimane il fatto che chi abbia contratto successivamente al 1996 un mutuo ipotecario a tasso usurario potrà richiedere l’annullamento del tasso secondo la L. 7.3.96 n. 108.
Tasso variabile
Si ha tasso variabile quando il tasso di interesse pattuito non è un tasso fisso, ma muta con il trascorrere del tempo, essendo collegato ad un indice variabile, come l’ Euribor o LIBOR o altri, al quale viene aggiunta una ulteriore percentuale, chiamata spread.Di solito il tasso viene aggiornato semestralmente o annualmente, indipendentemente dalla rateizzazione scelta sulla base delle variazioni dell’indice di riferimento avvenute nel corso del rapporto. Vedi anche indicizzazione.L’alternativa a questo genere di pagamento sono il tasso fisso ed il tasso misto (anche detto “strutturato”).
TUS: Tasso Ufficiale di Sconto
Il TUS, ossia il Tasso Ufficiale di Sconto è il cosidetto “costo del denaro” che la Banca d’Italia fissa periodicamente.Rappresenta il costo del denaro per le banche e cioè il tasso di interesse applicato a queste ultime
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