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Oltre alla tecnologia CRT che rimane di gran lunga la più diffusa nel mondo dei
monitor per PC, un'altra interessante tecnologia, quella denominata LCD (Liquid Crystal Display) si sta sempre più diffondendo
e a detta di molti sostituirà completamente, in un prossimo futuro, la CRT.
I monitor che sfruttano la tecnologia LCD sono le cosiddette periferiche a cristalli liquidi, cioè costituiti
da una particolare sostanza il cui stato fisico è a metà strada tra un solido ed un fluido; questa sostanza
possiamo ritenerla composta da tante piccole "bacchette o filamenti" orientabili. La scoperta dei cristalli
liquidi avvenne nel lontano 1888, ma le prime applicazioni risalgono ad anni più recenti ed ebbero inizio nel
momento in cui si scoprì che le piccole "bacchette" che li componevano, sotto lo stimolo di un opportuno campo
elettrico, potevano modificare il proprio orientamento, in modo tale da modificare le caratteristiche del fascio
di luce che le attraversava.
Sulla base di questa scoperta e con gli studi successivi che vennero effettuati, si riuscì a trovare un
legame tra stimolo elettrico ed orientamento dei cristalli, tale da consentire la visualizzazione di immagini.
Le prime applicazioni furono nel campo dei display per le calcolatrici e successivamente nei monitor dei PC portatili;
attualmente gli enormi progressi compiuti in questo campo hanno permesso di avviare un nuovo ed interessante processo
produttivo di monitor LCD per PC da tavolo approdando anche, pochi anni or sono, al colore.
L'evoluzione tecnologica di
queste periferica è stata la chiave che ne ha sancito l'attuale successo commerciale stimolando i vari
costruttori a proseguire nella strada di sviluppo intrapresa; ovviamente la maggiore richiesta da parte del
mercato ha portato a dei sensibili miglioramenti sia nelle tecniche e tecnologie costruttive, che nei materiali
utilizzati riducendo in modo drastico l'iniziale ed elevato numero di unità che risultavo difettose, e quindi
non commercializzabili, e che gravavano pesantemente sul prezzo finale di acquisto.
E' lecito domandarsi se questa tipologia di periferiche avrà lo stesso e roseo successo che ha caratterizzato i
CRT nella loro continua e progressiva evoluzione e diffusione e se mai in un domani, più o meno prossimo,
i monitor LCD potranno sostituire completamente i più diffusi CRT. La domanda non è certo di immediata
e facile risposta anche se molti sono gli aspetti positivi che vengono apprezzati nei monitor LCD quali,
su tutti, l'ergonomia, cioè la possibilità di poter disporre di periferiche di dimensioni ottimali di 17" o 18",
ma con un ingombro drasticamente inferiore a quello dei CRT; ovvio che il minor ingombro si traduce in un minor
peso e quindi in una maggiore facilità nel trovare la posizione ottimale sulle nostre scrivanie per lo stesso.
Le dimensioni di uno schermo LCD sono quelle effettivamente sfruttabili con le immagini a video e non inferiori alla
dimensione commerciale che si attribuisce ai CRT; come ben sappiamo su un CRT la dimensione effettiva del video è inferiore a
quella della classe dimensionale di appartenenza per il fatto che parte dello schermo rimane inglobato nel case plastico della periferica;
in genere si ha uno scarto che varia tra 1 e 2 pollici misurati sulla diagonale, quindi un CRT da 17" ha una effettiva diagonale
variabile tra i 15 e i 16 pollici, mentre un LCD da 15" ha una effettiva diagonale di 15" è quindi, in pratica, è comparabile ad un CRT da 17".
Altro aspetto apprezzato è la totale assenza di emissioni dannose per la vista, il minor consumo energetico,
la loro multimedialità per le casse audio integrate, e la loro versatilità per la presenza di HUB USB attraverso
i quali possiamo collegare un certo numero di periferiche USB tipo tastiere, mouse etc.
Ovviamente non è tutto oro quello che luccica e i punti "negativi" non sono certo pochi;
come meglio evidenzieremo in seguito, le caratteristiche dei monitor LCD fanno si che la qualità delle immagini,
sotto alcuni aspetti, non sia ancora all'altezza dei CRT, dato il minor numero di colori visualizzabili,
la minor luminosità alle alte risoluzioni (sono periferiche retroilluminate), la limitata possibilità di
modificare la risoluzione a video senza incidere drasticamente sulla qualità delle immagini a causa
dell'architettura "grid array", etc... Questa architettura si basa sul seguente concetto:
il display è composto da un numero di celle pari alla massima risoluzione visualizzabile,
dove ad ogni cella corrisponde un pixel; al variare della risoluzione la qualità dell'immagine
cala perché sarà formata da una interpolazione dei colori tra le varie celle.
Questa struttura consente d'altro canto di eliminare alcuni difetti geometrici tipici dei CRT
nella visualizzazione delle immagini a video, infatti non esisteranno problemi di messa a fuoco,
di rotazione dell'immagine, di effetto barile, moire etc.
Articolo by worldglobalservice.com
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