Guida alla fotografia digitale - parte 2
Ultimo aggiornamento Domenica 07 Giugno 2009 15:54 Scritto da By Centoiso Giovedì 19 Giugno 2008 15:30
Guida alla fotografia digitale e i vari aspetti del digitale - Parte2
3 - DISPOSITIVI D'ACQUISIZIONE
Fotocamere
Esiste una differenza tra fotocamere digitali e dorsi digitali; questi ultimi sono dei dispositivi che si applicano
agli apparecchi tradizionali e gli permettono di acquisire le immagini in modo digitale. Questo ci consente di chiarire come la fotografia digitale rispetto alla precedente rivoluzioni la parte chimico-meccanica e non la struttura ottica. I dorsi digitali dispongono,il più delle volte, di una maggiore risoluzione e qualità di riproduzione rispetto alle fotocamere. Esistono varie tecniche per riprodurre un' immagine in digitale: Scatto unico tre scatti,quattro scatti e scansione. In questa sezione tratteremo solo il primo caso, i sistemi "One shot" sono i più diffusi mentre gli altri usati solo dai fotografi professionisti hanno delle limitazioni raramente giustificabili da una migliore qualità. Queste fotocamere si suddividono ulteriormente in due grandi gruppi: professionali e "consumer". La notevole distanza di prezzo tra queste due è da ricercarsi nelle notevoli differenze tecniche. Le digitali professionali rispetto alle altre mantengono la visione reflex e il grande vantaggio di montare obiettivi intercambiabili. Per disporre di un'area compatibile con questi obiettivi hanno sensori più grandi e con una maggiore risoluzione. I CCD sono sottoposti ad una serie di test rigidissimi per garantire tolleranze molto piccole. Inoltre questi modelli hanno una maggiore velocità di scatto, connessioni che consentono di scaricare ad alta velocità le immagini dalla memoria della macchina al computer, e una autonomia di memoria e carica superiore. Alcune fotocamere possiedono una memoria interna fissa, altre solo di tipo rimovibile, altre ancora funzionano in modo misto. Le CARD di memoria RAM rimovibili possono essere di formato proprietario o di tipo universale (PC Card PCMCIA). Tecnicamente le fotocamere sono collegabili a Personal computer tramite cavo USB (Universal Serial Bus), con cui possiamo scaricare le foto memorizzate sull'hard disk. Il collegamento con il personal computer può avvenire anche indirettamente, mediante adattatore (spesso collegato sulla porta seriale) per schede di memoria in cui verranno inserite le nostre compact flah card (o smartmedia card e memory stick) da scaricare.
[Articolo in tema: scegliere la fotocamera digitale]
Scanner
Un altro modo di acquisire immagini analogiche (stampe, illustrazioni, etc.) in digitale è quello di "scansionarle" attraverso appositi dispositivi: gli"SCANNER". Anche in questo caso ne esistono vari tipi, vediamo quali. Scanner piani: simili a delle fotocopiatrici, catturano l'immagine con un sensore CCD trilineare (tre fila di pixel, per riprodurre le componenti blu, verdi e rosse) che si sposta per leggere l'immagine illuminata da una lampada alogena, allo xeno, al quarzo o al tungsteno in base al tipo di scanner. La risoluzione media degli scanner piani non è sempre elevatissima (600, 1.200, 2.400 pixel/pollice). Vengono usati per l’acquisizione di immagini che non prevedono di essere riprodotte con un fattore di ingrandimento elevato in fase di stampa. Gli scanner a cilindro consentono ingrandimenti elevati ma a causa del costo stanno lasciando il campo a quelli piani che col passare del tempo stanno raggiungendo risultati ragguardevoli. Infine gli scanner per negativi e diapositive, catturano l'immagine direttamente dalla pellicola con una risoluzione elevatissima (compresa tra i 2700 ppi e i 4000 ppi) che consente notevoli ingrandimenti.
4 - ELABORAZIONI D'IMMAGINI
Per elaborazione si intende una serie di procedimenti realizzati con il computer, attraverso un software adeguato, che modificano l'immagine acquisita dalla fotocamera in vari aspetti.
Oggi che gli "effetti speciali" vanno di moda, è comune parlare di elaborazione riferendosi unicamente alle modifiche sul contenuto espressivo dell’immagine, ma c'è da considerare anche il cambiamento del colore, della forma, degli sfondi. Tutto ciò è molto importante sia dal punto di vista creativo che comunicativo, ma il "trattamento" delle immagini include molte altre cose: la compressione, la conversione di formati, la conversione di spazi colore, la riduzione di difetti, l’inserimento di elementi grafici etc. Programmi come Photoshop (uno dei software più usati dai fotografi) ci permettono tutte queste operazioni, nel più banale dei casi delle seguenti. Immaginiamo di aver effettuato una sessione fotografica, non necessariamente con apparecchiature digitali, e di aver scansionato le stampe migliori. Ci troviamo con le nostre immagini digitalizzate nel nostro PC (o altro che sia). Prendiamo in considerazione di dover pubblicare queste foto sul nostro sito internet (o nelle gallerie di Centoiso, per esempio), con l'aiuto del software la prima cosa da fare sarà quella di correggere le dominanti, il contrasto e la luminosità presente sull'immagine. Andremo quindi ad agire sui livelli, sul bilanciamento del colore e sugli strumenti che ci permettono di agire su questi fattori. In secondo luogo ci dedicheremo alla correzzione di altri possibili difetti: raddrizzare l'immagine, reinquadrare a piacimento, eliminare oggetti indesiderati, etc. A questo punto sarà il caso di decidere la grandezza della foto. L'immagine acquisita da una fotocamera o da uno scanner è, in genere, troppo grande nel caso di una pubblicazione su web. Bisogna quindi tenere conto della velocità di caricamento dei browser e fare un compromesso partendo dal fatto che per la visione a video (come accade per internet) la risoluzione massima percepibile è molto bassa, e impostarla su 72 dpi. Con questi pochi e semplici passaggi abbiamo corretto e dimensionato l'immagine a dovere per il nostro uso. Esistono altre complesse operazioni di fotoritocco che usano i grafici per le foto pubblicitarie che prevedono una notevole tecnica e un'ottima conoscenza del software, le potenzialità di questi programmi sono infinite e consentono di arrivare a risultati creativi inimmaginabili, ma non è questo il luogo per parlarne.
5 - LA RIPRODUZIONE
Per quanto il digitale abbia portato enormi cambiamenti, il modo di fruire le immagini resta quello, i nostri occhi non sono in grado di leggere bit, byte e impulsi elettrici, ma continuano (fortunatamente!) ad aver bisogno di elementi fisici come supporti cartacei, monitor, proiettori, etc. Da quì nasce il concetto di "OUTPUT": come far uscire dal computer le immagini. In questa sezione del dossier ci occuperemo dettagliatamente delle tecniche di stampa e dell'output su monitor
LA STAMPA
per riprodurre fotografie digitali, basate sul modo di scrivere i punti che compongono l'immagine:
- punti a densità variabile o a tono continuo (stampa a sublimazione, stampa laser o led su carta fotografica)
- punti di dimensione variabile (offset)
- punti a frequenza variabile (inkjet ed elettrostatica)
La stampa a getto d’inchiostro, in inglese "inkjet", è sicuramente la tecnologia di maggiore successo in questi tempi, questo grazie ai modelli "drop-on-demand", che utilizzano testine capaci di rilasciare l’inchiostro solo quando è "richiesto". Il rilascio a richiesta di inchiostro è gestito usando due tipi di tecniche: a "bolle" e quella che viene chiamata "piezoelettrica". Nel primo tipo il calore forma all’interno della testina delle bolle di pigmento che poi vengono espulse dagli ugelli, nel secondo sono gli impulsi elettrici che agiscono su dei "piezocristalli" che provocano l’espulsione del pigmento che raggiunge il supporto. Una variante alle stampanti inkjet che utilizzano pigmento sono quelle che usano come base speciali coloranti a base cera che, tramite calore, passano dallo stato solido a quello liquido e possono quindi essere "pompate" dagli ugelli sul supporto ricevente. I sistemi a getto d’inchiostro hanno tempi di produzione abbastanza lunghi, richiedono supporti speciali ma danno risultati qualitativi eccellenti, con risoluzioni di stampa anche superiori ai 1400 dpi.
Stampanti a getto d’inchiostro (inkjet)
La stampa a getto d’inchiostro, in inglese "inkjet", è sicuramente la tecnologia di maggiore successo in questi tempi, questo grazie ai modelli "drop-on-demand", che utilizzano testine capaci di rilasciare l’inchiostro solo quando è "richiesto". Il rilascio a richiesta di inchiostro è gestito usando due tipi di tecniche: a "bolle" e quella che viene chiamata "piezoelettrica". Nel primo tipo il calore forma all’interno della testina delle bolle di pigmento che poi vengono espulse dagli ugelli, nel secondo sono gli impulsi elettrici che agiscono su dei "piezocristalli" che provocano l’espulsione del pigmento che raggiunge il supporto. Una variante alle stampanti inkjet che utilizzano pigmento sono quelle che usano come base speciali coloranti a base cera che, tramite calore, passano dallo stato solido a quello liquido e possono quindi essere "pompate" dagli ugelli sul supporto ricevente. I sistemi a getto d’inchiostro hanno tempi di produzione abbastanza lunghi, richiedono supporti speciali ma danno risultati qualitativi eccellenti, con risoluzioni di stampa anche superiori ai 1400 dpi.
Stampanti a sublimazione
Nelle stampanti a sublimazione il colorante è inserito su un nastro continuo già creato con la corretta alternanza di pigmento Cyan, Magenta, Giallo (e nero, per i modelli che lo prevedono). I coloranti presenti in questo nastro passano dallo stato solido a quello gassoso (da questa reazione fisica che si chiama "sublimazione" prendono il nome) grazie alla testina che è in grado di raggiungere temperature di 400 °C e vengono trasferiti sul supporto, riproducendo quindi l’immagine a colori.
Stampanti laser
Le stampanti elettrofotografiche (laser) si basano sulla creazione, per mezzo di un raggio laser, di un’immagine "latente" su una superficie fotoricevente caricandosi elettrostaticamente. Una volta "impressa", questa superficie entra in contatto con il toner, questo aderisce alle zone "attivate" sul cilindro e tramite contatto arriva sulla carta e fissato a caldo. I vantaggi sono quelli di una buona qualità, della possibilità di usare carta dal costo molto contenuto, dell’elevata produttività. Si tratta comunque di attrezzature costose e che richiedono molte attenzioni e di costante manutenzione.
Le stampanti laser e led per carta fotografica adottano la luce, ottenuta tramite sistemi laser o sistemi a led, per esporre l’immagine su carta fotografica. Il risultato è una stampa analoga a quella che si ha tramite il processo fotografico di stampa di un negativo o di una diapositiva su carta fotografica. I vantaggi di questo sistema sono quelli dell’altissima qualità delle immagini, della durata delle stampe e il basso costo (rispetto alle tecnologie inkjet e a sublimazione) della carta. Per contro, tali sistemi richiedono, dal punto di vista hardware, investimenti elevati e un trattamento chimico di un fotolaboratorio.
[pagina in tema: stampa fotografie on line]
OUTPUT SU MONITOR
Un'immagine destinata alla visione a monitor richiede, a parità di dimensione fisica, una risoluzione più bassa rispetto alla stessa immagine destinata alla stampa su carta. Il monitor dispone di una matrice di pixel regolata dalla scheda video, per esempio: 640x480, oppure 600x800 pixel, etc. Dal punto di vista della dimensione delle immagini, come abbiamo già spiegato, per ottenere una corretta riproduzione sul monitor è richiesto all’incirca un quarto della risoluzione necessaria per una stampa di pari dimensione (72 contro 300 punti per pollice). Una cosa molto importante per i fotografi che usano il computer è quella di calibrare in modo corretto il proprio monitor. E' noto come uno dei problemi più grossi sia quello della corrispondenza dei colori e delle densità nei vari passaggi: soggetto, fotocamera, computer, stampa.





